Giornata Mondiale del Profugo. 20 giugno 2011

Il mondo celebrera’ la Giornata Internazionale del Profugo il 20 giugno 2011. Questa giornata vuole suscitare consapevolezza della sofferenza dei 15 milioni di profughi nel mondo che sono scappati o hanno perso la loro casa per cause di Guerra, discriminazione o disastri naturali.i

L’Ufficio dell’Alto Commissario delle N.U. per i Profughi (UNHCR) definisce il profugo come colui che “a causa di una ben fondata paura di essere perseguitato per ragioni di razza, religione, nazionalita’, appartenenza a un particolare gruppo sociale oppure opinione politica, si trova al di fuori del suo paese di nazionalita’ ed e’ inabile o non vuole servirsi della protezione di quel paese”. ii

Le N.U.  hanno molte maniere per assistere questi profughi. L’Ufficio assiste il profugo dandogli accesso all’assistenza medica, tetto e cibo. Secondo il direttore della commissione, Udo Janz, L’UNHCR assiste piu’ di 44 milioni di emigranti con una somma di $ 1.7 bilioni. Quindi l’UNHCR spende circa $ 38,63 per emigrante.

L’UNHCR mira a rimandare i profughi alle loro case. Se cio’ non e’ possible, allora si adopera per trovare altre possibilita’ alternative. Queste possibilita’ includono trattative con il paese ospite per concedere la cittadinanza ai profughi o la ri sistemazione in un altro paese che accetta i profughi.

L’UNHCR lancera’ la sua “One Campaign” a mezzo multimedia ed attraverso i siti-web della rete sociale. La campagna sottolinea che una persona reale e’ rappresentata in  ciascuna statistica riguardante i profughi. L’UNHCR spera che questa campagna condividera’ le storie di migliaia di profughi in forma di foto e di video. Inoltre, la campagna incoraggia tutti a fare almeno un’ azione che aiuti a suscitare consapevolezza o ad alleviare la condizione dei profughi.

I tutelatori di pace delle N.U. proteggono i profughi dai conflitti, specialmente se fuggono da guerra o da persecuzione nel loro paese. Altre agenzie delle N.U. che aiutano i profughi includono il Programma di Sviluppo dell N.U. (UMDP), l’Organizzazione Internazionale per l’Emigrazione (ION), il Fondo per i Bambini delle N.U. (UNICEF), l’Organizzazione per la Salute Mondiale (WHO), e l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR). iii

L’Agenzia per l’Assistenza e Lavori delle N.U. per i Profughi Palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) si prende cura dei Palestinesi dislocati in Giordania, Libano, Siria e nei Territori Plestinesi Occupati. Questa agenzia sostiene oltre 4.5 milioni di profughi palestinesi. iv

Quest’anno la Giornata Mondiale del Profugo, commemora il sessantesimo anniversario della Convenzione delle N.U. in relazione allo Status dei profughi. La Comunita’ Internazionale riconosce questa convenzione come ancor oggi il modello di protezione per i profughi.

Per celebrare sia la Giornta Mondiale del Profugo, sia il 60mo anniversario della Convenzione, l’Empire State Building della citta’ di New York si colorera’ di blu’. Inoltre, il sig, Udo Janz suonera’ la campana di chiusura del NASDAQ il 20 giugno 2011. Per saperne di piu’ andate a:

i     http://www.un.org/en/event/refugeeday/

ii    http://www.unhcr.org/pages/49c3646c125.html

iii   http://www.un.org/en/globalissues/refugees/

iv   http://www.un.org/en/globalissues/refugees/

Armonia con la Natura: rispetto per Madre Terra

Il 20 aprile scorso, l’Assemblea Generale delle N.U. ha tenuto un dialogo interattivo sul tema: “Armonia con la Natura”. Il 22 aprile e’ ora celebrato come Giornata Internazionale di Madre Terra in seguito a risoluzioni adottate dalle N.U. nel 2009. La celebrazione ci invita a focalizzare internazionalmente sul rispettto per la Terra, nostra Madre, che ci sostenta.

L’Ambasciatore Pablo Solón della Bolivia ha aperto il dibattito citando Victor Hugo: “E’  una grande tristezza che la natura parli e l’umanita’ non ascolti”. Ha poi fatto tre domande basilari:

1                    Che cos’e’ Natura? E’ una cosa, una sorgente di risorse, un sistema, una casa, una comunita’ di esseri viventi e interdependenti?

2                    Ci sono regolamenti in natura, leggi che governano la sua integrita’, le sue relazioni, la sua riproduzione e trasformazione?

3                    Noi, come stati e come societa’, riconosciamo e rispettiamo queste leggi di natura?

Il sig Solón ha detto che la natura non puo’ essere sottomessa ai voleri del laboratorio; scienza e tecnologia sono capaci di tutto, anche di distruggere il mondo stesso: “ tutte le tecnologie dovrebbero essere valutate per il loro impatto ambientale, sociale ed economico. Il futuro dipende non dalle invenzioni scientifiche, ma dalla nostra capacita’ di ascoltare la natura che e’ spietata quando viene ignorata”. Ha poi conluso con le parole di Albert Einstein: “Il mondo e’ un posto pericoloso non a causa di coloro che fannodelmale, ma a causa di coloro che guardano e non fanno niente”. La reazione di Solón: “non siamo venuti qui a guardare un funerale!”

Il tema: “ Maniere di promuovere un approccio olistico per uno sviluppo sostenibile in armonia con la natura” e’ stato sviluppato da quattro eccellenti presentazioni. Ecco alcuni pensieri da ciascuna di esse.

La Sig.ra Vandana Shiva, fisico del Quantum e filosofo, dall’India.

Le leggi del mercato sono in diretta collisione con le leggi della natura; l’armonia con la natura e’ imperativa, non un lusso; i diritti della terra sono i diritti umani – proteggendo la terra si proteggono anche i diritti della gente al cibo ed all’acqua ed a tutto cio’ che e’ necessario per la nostra sopravvivenza: lo sfruttamento illimitato delle risorse ci spinge all’accaparrarci le risorse; nel mondo di oggi la gente si ribella per far si’ che il capitalismo non si accaparri le risorse; Il consumo esagerato degli uomini porta come conseguenza a reazioni estreme della natura. Raccomando un libro: “La morte della natura” di Carolyn Merchant.

Peter Brown, Professore all’Universita’ di McGill, Canada.

Dobbiamo prendere seriamente l’olismo; la struttura corrente neoclassica non ha successo perche’ (1) non e’ scientifica, basata su scienza del 17mo secolo e sulla teologia del 18mo; (2) e’ alla ricerca di maggiore crescita quando di crescita ce n’e’ gia’ troppa (e’ essenziale una de-crescita); (3) e’ grottescamente ingiusto per i poveri, per le generazioni future e per le altre specie; (4) misura le cose sbagliate; (5) e’ insostenibile finanziariamente, socialmente, ed ecologicamente; noi dovremmo agire sui principi dell’Earth Charter. Ha concluso citando  il P. Thomas Berry, religioso passionista, sull’interdipendenza di tutti gli esseri della comunita’ vivente.

Cormac Cullinan, Avvocato dell’Ambiente, Sud Africa.

Viviamo con i giorni contati; l’Umanita’ ha raggiunto il punto in cui il nostro cambiamento delle risorse della terra significa che i nostril discendenti probabilmente non sopravviveranno nel futuro; il nostro cambiamento di pensiero e di azioni deve essere in termini di milioni di anni, non solo di un anno o di una decade; l’attuale passaggio che stiamo attraversando non ha parallelo nella storia della nostra specie; abbiamo bisogno di un grande mutamento nella visione del mondo – al momento tutto si basa sull’uomo; gli uomini devono rendersi conto che la terra e’ il centro; i mezzi legali mondiali non sostengono un cambiamento reale, sostengono solamente sistemazioni politiche; i sistemi governativi non sono piu’ adatti allo scopo; il movimento Diritti della Natura richiede rispetto dei diritti di tutti a vivere e a collaborare con la natura.

Riane Fischer, Autore, USA.

La terra ci chiama a pensare in maniera nuova. “Non possiamo risolvere problemi con la stessa mentalita’ che li ha creati” (Einstein); in questo momento di dislocamento dobbiamo sfidare l’economia di dominazione e sfruttamento di gente e natura che non e’ sostenibile e che portera’ ad un’evoluzione senza futuro; “soluzioni lente e incomplete” non funzionano- come i poveri che mangiano briciole dal piatto dei ricchi e ai quali vien detto di accontentarsi; vecchia mentalita’ ed esempi attuali – specialmente le politiche economiche – sono “ Armi di Distrazione di Massa”!

Giornata Mondiale di Azione contro le spese per gli armamenti

La Commissione per la Giustizia, la Pace e l’Integrita’ della Creazione del Segretariato dei Sindicati dei Superiori Generali di Donne ed Uomini (USG/UISG), con base a Roma, sta forzandosi per portare alla nostra attenzione un argomento di grande preoccupazione.

Una Giornata Mondiale di Azione contro le spese per gli amamenti e’ stata fissata per il 12 aprile 2011. La data e’ stata scelta per coincidere con il rilascio del Rapporto Annuale dell’Istituto Internazionale di Stoccolma di Ricerca per la Pace, che includera’ cifre aggiornate sulle spese militari. In questo giorno, gente da tutto il mondo si impegnera’ in attivita’ per focalizzare l’attenzione pubblica, politica e dei media sull’urgente bisogno di nuove priorita’ mondiali.

Secondo il sito web questioni mondiali (Global Issues website) c’e’ stato un aumento del 45% nelle spese militari negli ultimi dieci anni. Allo stesso tempo poverta’, fame, violenza e cambiamento climatico sono saliti ad una velocita’ allarmante. Sembra che in totale questo livello di spese militari abbia prodotto instabilita’ e ingiustizia, ma abbia fatto poco per assicurare la pace.

Nel 2010, si e’ speso $ 1.53 trilioni per armamenti nel mondo. Per mettere questa cifra in prospettiva, il Summit sul Cibo Mondiale calcola che $ 30 bilioni all’anno potrebbero eradicare la fame nel mondo. Questo e’ quanto il nostro mondo spende in armamenti in una settimana. Alla luce delle dimensioni della fame e della poverta’ nel mondo, pensiamo che tale prezzo sia eticamente un fallimento. Ci sono troppe altre priorita’ che richiedono investimenti finanziari: poverta’, cambiamento climatico e creazione di posti di lavoro.

Il Segretario Generale delle N.U. ha detto recentemente:

“ogni anno il mondo spende $1.4 trilioni per armi. Con una frazione di questa somma potremmo eliminare la poverta’, finanziare scuole, sanita’ e proteggere l’ambiente. Un anno di spese mondiali per gli armamenti potrebbe pagare il budget delle N.U. per 732 anni.”

Se avessero usate bombe invece di lance al tempo di Gesu’, sono sicuro che Lui avrebbe parlato ad alta voce contro di loro!

Per quanto sia vero che qualcuno tragga vantaggio dalle spese militari – non e’ certo gente povera. La mancanza delle necessita’ basilari della vita-acqua potabile, igiene, cure sanitarie, educazione, occupazione – sono una grande miaccia per la pace e la sicurezza internazionale.

Azioni possibili

Firmare petizioni: Giu’ le armi, sponsorizzato dalla campagna di Religioni per la Pace e per la Sicurezza per tutti.

Andare a www.religionsforpeace.org. cliccare il bottone giu’ le armi (Arms Down)

Partecipare in attivita’/azioni nella vostra regione il 12 aprile, Giornata Globale

di azione contro le spese di armamenti .

Andare a: http://demilitarize.org.  Canadesi andare a : www.ceasefire.ca/?cat=235

Pianificare una preghiera o un’ attivita’ nella vostra comunita’.

Per maggiori informazioni: Stockholm International Peace Research Institute: www.sipri.org

Problemi Globali  http://www.globalissues.org/

Il “Premio per i Diritti Umani” conferito al Padre Passionista Mario Bartolini dalla citta’ di Firenze

La citta di Firenze ha assegnato il Premio per i Diritti Umani del 2010 all’attivista peruviano per i diritti umani, padre Mario Bartolini C.P. per il suo difendere i diritti sui territori delle popolazioni indigene del Peru’, ed anche all’avvocato iraniano, ora in prigione, Nasrin Sotoudeh per i diritti umani.

I Passionisti vivono insieme e servono varie comunita’ indigene, come la gente Wichi di Formosa in Argentina, i Dayak nel Borneo meridionale, i T’boli e i B’laan a Mindanao nelle Filippine, i  Pemba nel Mozambico. Troppo spesso gli interessi minerari insidiano la salute della comunita’, avvelenano le loro sorgenti d’acqua pulita e danneggiano la qualita’ della vita all’interno della comunita’. Le grandi compagnie si arricchiscono, ma le genti indigene, le cui risorse vengono sfruttate, non si arricchiscono.

Malgrado vivano in continenti diversi, le loro lotte sono spesso le stesse. Il padre Mario Bartolini C.P., italiano, e’ un compagno in queste lotte. Recentemente era stato perseguito in tribunale. Il suo crimine? Per piu’ di 30 anni ha resistito con le popolazioni indigene del  Peru’. Ora essi vedono le loro terre tradizionali prese senza il loro consenso e vendute per poco o per niente alle piu’ grandi corporazioni nel paese. Questa storia viene ripetuta in altre nazioni. Spesso e’ lo stesso governo, che lavora mano nella mano con societa’ alla ricerca di nuove fonti di minerali, legname e carburante derivato dall’agricoltura (agrifuel), che espropria le comunita’ indigene.

Nel dicembre 2010 padre Bartolini e’ stato assolto da tutte le accuse contro di lui, ma altri capi processati con lui sono stati trovati colpevoli di certe accuse e sono stati condannati alla prigione ed al pagamento di multe.

Dopo la sua assoluzione padre Mario ha detto che la sua gioia sarebbe stata piu’ grande se tutti fossero stati assolti nel processo. Ha detto che cio’ e’ un messaggio per tutti noi, cioe’ di non aver paura del potente e della corruzione. Coloro che usano la loro potenza ingiustamente devono essere messi difronte a giustizia e verita’.

Il Vescovo Josee’ Luis Astigarraga, Vicario Apostolico di Yurimaguas, in Peru’, ha detto che il messaggio, da tutto cio’ che e’ successo, e’ buona notizia per la gente dell’Amazzonia. Comunque giustizia non e’ stata fatta, e cio’ vuol dire che il problema continua. La nostra Amazzonia continua ad essere minacciata quanto i nostri fratelli e le nostre sorelle indigene.

Si apre l’Anno internazionale delle foreste

Roma/New York, 2 febbraio 2011 – I milioni di persone che dipendono dalle foreste per la propria sopravvivenza svolgono un ruolo esenziale nella gestione, nella conservazione e nello sviluppo sostenibili delle foreste mondiali.  Ciononostante, i loro diritti ad usare e trarre beneficio dalle risorse forestali spesso non vengono tenuti nella giusta considerazione, afferma il nuovo rapporto della FAO Lo stato delle risorse forestali mondiali (SOFO 2011), presentato oggi a New York nel corso della cerimonia che ha aperto l’Anno Internazionale delle Foreste.

“Nel corso dell’Anno Internazionale delle Foreste sarà importante riuscire a mettere in evidenza il rapporto che esiste tra le persone e le foreste ed i benefici che possono derivare quando le foreste sono gestite dalle popolazioni locali in modo sostenibile ed innovativo”, ha affermato Eduardo Rojas, Vice Direttore Generale della FAO, del Dipartimento Foreste.

Verso un’economia “più verde”
L’accresciuto interesse per la sostenibilità sociale ed ambientale offre all’industria forestale una grande opportunità di rinnovarsi e ristrutturarsi, non solo per riuscire a rispondere alle esigenze del XXI secolo, ma anche per far cambiare la percezione di molti consumatori che spesso hanno sensi di colpa nell’usare il legno, poiché ritengono sbagliato dal punto di vista etico tagliare gli alberi.

Il rapporto FAO sottolinea come, al contrario, l’industria forestale possa essere parte importante di un’economia “più verde”, e come i prodotti legnosi abbiano caratteristiche ambientali che possono interessare le persone.  Il legno ed i prodotti legnosi in quanto materiali naturali provengono da risorse rinnovabili che immagazzinano carbonio, e possono essere riciclati.

Una maggiore efficienza energetica
L’industria forestale risponde alle molte preoccupazioni sollevate dal punto di vista ambientale e sociale cercando di migliorare l’uso delle risorse nella direzione di una loro maggiore sostenibilità, facendo maggiore uso di materiali da scarto per i propri prodotti, aumentando l’efficienza energetica e riducendo le emissioni.

Ne è un esempio il fatto che nel 2010 il 37 per cento del totale della produzione forestale è derivata da carta riciclata, scarti di legno e fibre non legnose, e questa percentuale è probabile possa arrivare al 45 per cento nel 2030, principalmente in Cina ed India.

Non solo, ma la maggior parte dei prodotti legnosi solidi, come segatura e compensato, vengono adesso prodotti con un relativo basso impiego di energia, e questo vuol dire che la loro produzione ed il loro uso ha un’impronta di carbonio bassa, ulteriormente rafforzata dal fatto che i prodotti legnosi immagazzinano carbonio.  La produzione di carta e di pasta di cellulosa ha una più alta intensità energetica ma vi è crescente pressione affinché si riducano l’intensità energetica e le emissioni di carbonio mediante l’adozione di migliori tecnologie e lo scambio di quote d’emissione.
Molti governi ritengono che l’industria forestale abbia in sé la potenzialità di promuovere una “economia più verde” mediante per esempio l’impiego di bioenergia, di attività di promozione del legno e di nuovi prodotti e biomateriali legnosi.

Ridurre le emissioni e sostenere le comunità locali
Il rapporto FAO sottolinea la necessità che si intervenga al più presto per proteggere le foreste, che offrono mezzi di sostentamento alle comunità locali, dagli effetti del cambiamento climatico.

Secondo il rapporto i paesi dovranno adottare leggi per chiarire i cosiddetti “carbon rights” ed assicurare una distribuzione equa di costi e benefici dai programmi REDD+.

Sottovalutate le strategie di adattamento
Adeguate misure forestali possono ridurre l’impatto del cambiamento climatico su ecosistemi e settori della società particolarmente vulnerabili.  Se per esempio si mettesse un freno all’abbattimento delle mangrovie (un quinto delle quali dal 1980 ad oggi si stima sia andato perduto) aiuterebbe a proteggere le coste dalle tempeste sempre più intense e dagli tsunami che sempre più frequenti le colpiscono.  Piantare foreste ed alberi a fini di protezione ambientale e per produrre reddito potrebbe aiutare le popolazioni povere che vivono in paesi aridi ad essere meno soggetti alla siccità.

Tra gli esempi positivi di misure di adattamento nei paesi in via di sviluppo il rapporto cita lo sviluppo e la conservazione delle mangrovie in Bangladesh, la prevenzione degli incendi boschivi a Samoa ed i programmi di rimboschimento ad Haiti.

Il rapporto fa notare che il legame esistente tra foreste, condizioni di vita rurali e stabilità ambientale evidenzia la necessità di un robusto sostegno finanziario alle misure di adattamento forestale al cambiamento climatico.

“Senza questa dovuta attenzione alle questioni ed istanze a livello locale, vi è il rischio di corrodere modi tradizionali di vita e minacciare alcune delle foreste tra le più varie dal punto di vista biologico e tra le più importanti dal punto di vista ambientale”, conclude il rapporto.

Sala Stampa FAO, Roma

DATE LORO DA MANGIARE VOI STESSI !

Lester Brown e’ esparto nel comprendere le pressioni che gravano sulla terra e sulla vita umana causate dal cambiamento climatico; piu’ bocche da sfamare e danni alla terra e alle risorse idriche del mondo. Il suo nuovo libro e’: “Il mondo sull’orlo: Come prevenire un collasso ambientale ed ecomomico”

Alcuni fatti che fanno pensare:

  • L’indice dei prezzi della FAO delle NU per il dicembre 2010 ha raggiunto un
  • livello piu’ alto che mai
  • Gli SU hanno mietuto nel 2009  416 milioni di tonnellate di grano. 119 milioni di tonnellate sono andati a distillerie di etanolo per produrre carburante per le macchine. Cio potrebbe dar da mangiare a 350 milioni di persone per un anno.
  • Il mondo perde un terzo del suo terreno di superfice piu’ velocemente di quanto il nuovo terreno si possa formare attraverso i processi naturali. Cio’ incide seriamente sulla produzione di cibo. Si formano due enormi regioni aride: una dalla Cina Nord Occidentale attraverso la Mongolia Occidentale e l’Asia Centrale, e l’altra nell’Africa Centrale. Ciascuna di queste fa’ sembrare piccola la regione arida degli S.U, degli anni trenta.

La popolazione mondiale ha raggiunto una crescita massimo del 2 percento per anno intorno al 1970 ed e’ attualmente caduta sotto l’1.2 % per anno nel 2010. Ma comunque aumentiamo di 80 milioni di persone ogni anno. Percio’ questa sera ci saranno 219.000 extra bocche da sfamare a tavola e lo stesso domani. Molti di loro si troveranno il piatto vuoto. Cio.mettera’ alla prova la capacita’ degli agricoltori e mettera’ alla prova i limiti dei terreni e delle risorse idriche.

Oggi non sono le guerre tra le superpotenze che minacciano il nostro futuro  bensi’ la scarsita’ di cibo, la speculazioni sui prodotti del grano da parte di persone avide, bramose da fare profitti alzando i prezzi del cibo, e i tumulti politici che la fame porta,  I nostri governi devono al piu’ presto cambiare le priorita’ dall’investire in armi, ad investire per alleviare il cambio climatico, l’efficenza idrica, la conservazione del suolo. O il nostro futuro sara’ cupo.

I nostri governi devono al piu’ presto ascoltare ed agire secondo le parole del Presidente degli S.U. Dwight Eisenhower nel 1961: “Ogni arma costruita, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato vogliono dire – in ultima analisi -  che sono soldi rubati a coloro che hanno fame e non vengono sfamati, a coloro che hanno freddo e non vengono coperti. Il mondo in armi non spende solamente denaro ma sfrutta il sudore dei suoi operai, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi figli”.

Gli ecologisti dei raccolti ci danno questa formula: per ogni grado centigrade di temperatura che sale al di sopra di quella ottimale durante la stagione della crescita, possiamo aspettarci un 10% di meno nella produzione di grano. Come in Russia durante l’estate del 2010, la temperature e’ salita molto al di sopra del normale e poi il raccolto e’ stato decimato.

Come la gente diventa piu’ ricca, mangia piu’ carne, guida machine che hanno bisogno di carburante, il grano viene dirottato a rifornire machine e non la gente. E’ ora di dedicarci alla cura della terra, di far regredire il danno fatto dall’erosione del suolo dallo sfruttamento delle risorse idriche, dalle terre coltivate rilevate per usi non agricoli, dalle ondate di caldo che aridiscono i raccolti, dallo scioglimento dei ghiacciai.

Quanto ascolteranno i nostri governi ? Cosa chiede da noi tutto questo? Ci richiede di informarci, di notare, di parlare a voce alta e di chiamare a rendere conto coloro che prendono le decisioni nei nostri paesi. Gesu’ ha detto ai suoi discepoli: “date loro da mangiare voi stessi” quando gli hanno detto che mancava cibo per dar da mangiare alla moltitudine.

Kevin Dance, C.P

Gli Speculatori rendono peggiore la fame nel mondo

I prezzi del cibo, che attualmente salgono, sono resi peggiori a causa dei livelli record della speculazione finanziaria. Fondi di copertura a difesa (Hedge Funds), Banchieri Investitori e Fondi Pensioni hanno versato piu’ di 200 bilioni di dollari nei mercati del cibo da quando c’e’ la crisi finanziaria. Scommettono sul prezzo del cibo in ascesa.

Molti speculatori cercano di evitare l’inflazione gettando soldi nei mercati alimentary, scommettendo su una crescita dei prezzi del cibo a lungo termine, ma questo investimente non riflette l’attuale andamento dei mercati alimentari globali. Il cibo non e’ scarso, e’ trattenuto per creare una mancanza artificiale, per spingere la domanda ed aumentare il prezzo.

Cio’ causa il mercato a reagire in modo esagerato alla mancanza di approvigionamento, o all’aumento della domanda, spingendo i prezzi sempre piu’ su’. Nella prima settimana del gennnaio 2011, l’indice dei prezzi del cibo delle N.U., ha visto prezzi alti record per il cibo e rivolte sono scoppiate in Algeria. I prezzi al momento sono andati oltre quelli visti durante la crisi globale del cibo del 2008, quando piu’ di un bilione di persone  sono rimaste senza cibo e sono scoppiate rivolte a causa della fame.

Il Presidente francese Nicolas  Sarkozy che e’ Presidente per quest’anno del Gruppo delle 20 (G20) Principali Economie, ha  dichiarato come priorita’ la volatilita’ dei prezzi.

Il Presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick ha detto recentemente: “Quando i prezzi degli alimenti base vanno alle stelle, sono i poveri a sostenerne l’impatto. Senza un’azione globale, alla gente nei paesi poveri sara’ tolto il cibo adeguato e nutriente, con conseguenze tragiche per gli individui e per i loro paesi. I G20 dovrebbero accordarsi nel porre il cibo innanzi tutto, perche’ il cibo e’ l’essenza della vita”.

Gli S.U. e l’EUR stanno sviluppando dei regolamenti per migliorare la trasparenza e ridurre la speculazione eccessiva. Le piu’ grandi banche al centro delle speculazioni sulle derrate alimentari sono: Goldman Sachs, Banca d’America, Citibank. Deutche Bank, HSBC, Morgan Stanley e J.P.Morgan. Ma queste banche spingono forte per indebolire queste proposte cosi’ da poter continuare a far profitti dallo scommettere sui prezzi degli alimenti.

Murray Worthy del Movimento per lo Sviluppo Mondiale ha detto: “ Il cibo non e’ un bene, e’ fondamentale per la vita umana. Questi mercati esistono per dare la possibilita’ alla gente di comperare e vendere cibo”. Sono sfruttati per fare grandi profitti per gli speculatori alle spese della sopravvivenza della gente. Questi mercati devono essere riportati sotto controllo che limiti la speculazione eccessiva da parte dei Hrfgr Funds e delle Banche d’Investimento.

Passionists International ha firmato recentemente una petizione alla Commissione Europea che sta disegnando nuovi regolamenti finanziari ed ha lanciato una pubblica consultazione sulle loro proposte.

Per leggere di piu’ su questa questione basilare di giustizia vedere  http://www.wdm.org.uk/

Kevin Dance, C.P.

PRIMA SETTIMANA PER L’ARMONIA MONDIALE TRA LE RELIGIONI

I Passionisti riuniti nel loro Capitolo Generale del 2006, hanno decretato dieci priorita’ per guidare il loro programmare un futuro vitale. Una di queste priorita’ ci invita ad impegnarci per l’Ecumenismo e per il Dialogo Inter-Religioso.

Il 23 novembre 2010, l’Assemblea Generale delle N.U. ha proclamato la prima settimana di febbraio di ogni anno “Settimana Mondiale dell’Armonia fra le Fedi e le Credenze di tutte le religioni”. E’ stata iniziata da Re Abdullah II del Regno Hashemita di Giordania.

La Decisione riconosce che le convinzioni e le credenze di tutte le religioni aspirano alla pace, alla tolleranza ed alla comprensione reciproca..

Dichiara inoltre che la mutua comprensione ed il dialogo inter-religioso sono dimensioni importanti di una cultura di pace.

Quindi tutti i paesi sono incoraggiati durante questa settimana a sostenere la divulgazione di armonia e buona volonta’ nelle chiese del mondo (moschee, sinagoghe, templi ed altri luoghi di culto) basate sull’amore di Dio e l’amore del prossimo o sull’amore del bene e l’amore del prossimo, ciascuno secondo le proprie tradizioni e convinzioni religiose.

Come parte del Comitato del NGO religioso alle N.U, Passionists International collaborera’ a tenere una Colazione Inter Religiosa per inaugurare la primissima settimana dell’Armonia Inter-Faith fra tutte le religioni, fedi e credenze. Sara’ tenuta all’Essercito della Salvezza vicino alle N.U.

Percio’ incoraggiamo ciascuno di voi a cercare vie per portare fratelli di altre fedi e religioni a pensare e sentire col cuore come voi. Un’ attitudine di rispetto, una volonta’ di capire le loro credenze basilari ed una prontezza ad incontrarli, sono tutte buone maniere per cominciare come comunita’ religiose che lavorano insieme per far crescere la dignita’ ed il benessere di tutti.

Kevin Dance, C.P.

Il Capo delle N.U. chiede un accordo globale sul cambiamento climatico

“ Tanto piu’ rinviamo, tantopiu’pagheremo…economicamente…ambientalmente…e in vite umane..” Cosi’ ha ditto il Segretario Genrale Ban Ki-Moon ai governi negoziatori alla Conferenza delle N.U. sul Cambiamento Climatico a  Cancun in Messico. Gli ha sfidati con queste parole: “ sono profondamente preoccupato perche’ i nostri sforzi sono stati insufficienti…malgrado l’evidenza…e molti anni di trattative…non siamo tuttora all’altezza della sfida. Il mondo ed in particolare i poveri e vulnerabili non possono permettersi il lusso di aspettare l’accordo perfetto…Ora piu’ che mai, dobbiamo considerare globalmente il clima, la poverta’, l’energia, il cibo e l’acqua.”

Non possiamo sperare di raggiungere gli impegni che i nostri paesi hanno assunto per i Traguardi dello Sviluppo del Millennio (MDGs) per arrestare il flagello della poverta’ estrema, senza considerare anche gli stratempi associate al cambiamento climatico.

Non c’e’ piu’ molto tempo se vogliamo prevenire i peggiori impatti del cambiamento climatico.

Alluvioni e frane di fango avvengono in tutto il mondo; Cina, Haiti, Brasile, Venezuela, Guatemala, Madeira, Tajikstan…Dobbiamo fare di piu’ che semplicemente offrire le nostre condoglianze. Dobbiamo andare alle cause che sono alla radice.

Il Comitato Intergovernativo per il Cambiamento Climatico (IPCC) avverte che l’emissione di gas serra deve raggiungere il massimo entro la prossima decade, poi scendera’. sostanzialmente, se limiteremo la crescita della temperatura media di due gradi al di sopra dei livelli pre-industriali. Cio’ richiedera’ un’azione positive da parte di ciascun paese.

Sotto il Protocollo di Kyoto per l’ordinamento della Convenzione sul Cambiamento Climatico delle N.U. (UNFCCC) i paesi industrializzati si sono impegnati a ridurre i gas serra. Il Protocollo termina nel 2012 e la sua sostituzione e’ in via di negoziati. Dobbiamo tutti estenderci al di la’ dell’egoismo al servizio del bene comune. Le N.U. devono lavorare con il settore private, con la societa’ civile, con gli NGOs e con i governi per far si’ che i cambiamenti del nostro stile di vita ed i livelli di consumo possano capovolgere la situazione.

E’ ora di smettere di fingere. Dobbiamo guardare di nuovo alle nostre responsabilita’ dateci da Dio di prenderci cura, proteggere e amare il dono della terra. E’ ora per ciacuno di noi di richiamare i nostri governi a fare le dure decisioni che porranno il bene del nostro pianeta al di sopra dei profitti e del consumo incontrollato.

Kevin Dance  C.P. 8 Dicembre 2010

10 Dicembre Giornata Mondiale dei Diritti Umani

10 dicembre è la Giornata Mondiale per i Diritti Umani. Con la comunità internazionale e la nostra Congregazione, ci piacerebbe sentire uniti attraverso le nostre riflessioni durante il nostro tempo di preghiera, come i difensori di diritti umani. Questo è il nostro modo di esprimere la nostra vicinanza ai tanti nostri fratelli e sorelle, ai quali questi diritti sono negati. Questo è un impegno che prendiamo per gli oppressi. La nostra vicinanza e il nostro impegno non rimangono sul piano teorico, ma ci motiva ad agire concretamente sulla promozione dei diritti umani che sono inalienabili.

“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, specialmente coloro che sono poveri o in qualsiasi modo soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo. In effetti, nulla di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. “(GS 1)

Come di consueto, vi proponiamo uno schema che può aiutare come aiuto liturgico durante il vostro tempo di riflessione e di preghiera.

Sperando che la giornata sarà vissuta con intensità, vi auguro una stagione feconda di Avvento, e può il Re della pace e della giustizia ispirare tutti noi e ci guida nel suo cammino.

Fraternamente.

Jesús M ª Aristín, CP

http://www.jpicpassionist.org/Italiano/index.htm